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  • alcuni dispositivi Huawei e Honor dotati del sistema operativo Android 7.0 (Nougat);

  • dispositivi HTC e Sony con Android 5.0 (Lollipop);

  • i dispositivi con Android 6.0 (Marshmallow) senza l’update correttivo Android 6.0.1 (Security patch 2016-10-01).

Per altre informazioni sulla compatibilità ti preghiamo di contattare la nostra assistenza tecnica.

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INTERCOOLER

Letteralmente tradotto dall’inglese: raffreddatore intermedio; chiamato così per via del modo in cui veniva posizionato nei motori degli aerei.

L’intercooler è un elemento presente nelle auto dotate di turbocompressore, serve per raffreddare l’aria che viene immessa nell’aspirazione. Sono sempre più utilizzati perché hanno notevoli vantaggi. Abbassando la temperatura dell’aria che entra nel motore, si alzano le prestazioni del veicolo, si abbassano i consumi perché a parità di prestazione il carburante bruciato è minore e si riducono i grammi di NOX emessi perché le temperature generali di utilizzo del motore sono inferiori. I primi intercooler vennero montati sulle auto intorno agli anni 80, dopo essere stato utilizzato nelle competizioni in particolare nei rally come ad esempio sulla prima Lancia delta. Inizialmente si utilizzavano soltanto per la prestazione infatti permettevano di aumentare la coppia e la potenza senza aumentare la cilindrata del motore. Ma con le normative sull’inquinamento e sui consumi, l’intercooler viene montato per avere più prestazione da un motore più piccolo mantenendo un occhio di riguardo ai consumi e alle emissioni.

intercooler

Ma a cosa serve l’intercooler?

Per prima cosa bisogna dividere in due categorie: intercooler aria-aria e aria-acqua.

L’intercooler aria-aria si chiama così perché nel radiatore entra aria e chi lo raffredda è l’aria esterna, infatti è solitamente posizionato dietro il paraurti anteriore. Ha un aspetto simile ai radiatori tradizionali, formati da una matrice di molte alette o tubi appiattiti all’interno dei quali passa l’aria in pressione che viene raffreddata dall’aria esterna che entra grazie all’avanzamento del veicolo. Raffreddano l’aria perché le turbine vengono fatte funzionare dai gas di scarico che hanno temperature elevate. Più la temperatura dell’aria è alta, più occupa volume quindi entra meno aria nell’aspirazione. L’intercooler abbassa la temperatura prima che l’aria rientri nell’aspirazione e di conseguenza avendo un volume minore fa entrare più aria. Tutto ciò porta due vantaggi: migliora il rendimento del motore abbassando i consumi, aumentando le prestazioni e migliorando l’affidabilità generale. Questo tipo di intercooler ha un difetto. Dato che deve essere posizionato davanti il veicolo e quindi lontano dalla turbina, deve avere dei collegamenti abbastanza lunghi che possono determinare perdite di efficienza, oltre che con le elevate temperature i tubi generalmente in plastica si deformano e di conseguenza fanno passare più aria abbassando la velocità nell’impianto.

L’intercooler aria-acqua vengono usati principalmente nelle supercar o nelle elaborazioni. Sono più compatti e possono essere montati più vicino al motore e quindi perdendo meno carico. L’aria che arriva dal turbo in questo caso viene raffreddata dall’acqua presente nel radiatore. In questo tipo di radiatore non sono presenti alette interne dato che all’interno è presente l’acqua che presenta un circuito dedicato. Infatti una pompa esterna porta l’acqua ad un radiatore esterno per farla raffreddare. Tutto ciò fa si che le temperature di raffreddamento siano migliori. Lo svantaggio è quello di avere un sistema molto più complesso sia per montarlo che per mantenerlo efficiente e tutto ciò si traduce in costi nettamente più elevati. Questo tipo di intercooler fece il suo debutto sulle formula 1 anni 80 durante l’epoca dei turbo. Alcune case usavano intercooler misti con uno stadio aria-acqua e un altro aria-aria, raggruppati in un unico scambiatore di grandi dimensioni. Le temperature in entrata e uscita dell’aria possono arrivare fino a 150 gradi.

In passato i primi a montare l’intercooler furono gli aerei poiché erano dotati di due o più turbocompressore posizionati in serie e quindi avevano necessità di un accessorio capace di abbassare la temperatura per migliorare sia le prestazioni ma soprattutto l’affidabilità. In strada invece i primi a montare l’intercooler furono i mezzi industriali e mezzi pesanti tutti dotati di grossi motori diesel turbo.


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